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Così è in quello scarto e nelle pieghe, nelle zone oscure del nostro vedere che egli stimola, oltre lo sguardo esterno, la ragione e le componenti logico-cognitive del pensiero, lo sguardo interno quello del nostro pensiero immaginario e contrasta l’idea di una spettacolarità contemporanea del mondo della immagine, superficiale e fine a se stessa, quella del consumo dai ritmi veloci, passivo, solitario e individuale, rendendo il fruitore non solo spettatore ma protagonista attivo dell’opera. Anche lo spettatore ripercorre, per certi versi, infatti, il procedimento di decostruzione e ricostruzione delle immagini messo in atto dall’artista e concorre egli stesso, coinvolto in maniera diretta nel gioco della visione, attraverso i tempi e i meccanismi psico-percettivi che mette in moto di fronte all’opera alla costruzione di quelle immagini. Sempre più Corneli ricerca oggi il coinvolgimento di chi guarda.(…) Manuela Zanelli ,2000 |
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